La dottoressa Iris Di Rienzo, allieva SSAS nella classe accademica di Studi Umanistici, è stata premiata come prima classificata del BANDO AWARD 2025 – Seconda edizione (prima finestra), iniziativa promossa dal Centro di Eccellenza DTC Lazio.
Il riconoscimento le è stato assegnato per la tesi “Saipins e Saepinum tra memoria e narrazione. Riscoperta e valorizzazione della civiltà sannitica”, un progetto interdisciplinare che unisce rigore scientifico, innovazione tecnologica e narrazione per la valorizzazione del patrimonio culturale. In questa intervista la dottoressa Di Rienzo, che a gennaio 2025 ha conseguito a pieni voti la Laurea Magistrale in Scritture e produzioni dello spettacolo e dei media racconta il suo percorso formativo, le ragioni della ricerca e le prospettive professionali che intende sviluppare a partire da questo lavoro.
Mi chiamo Iris Di Rienzo e mi definirei una studiosa e progettista culturale che ha adottato la narrazione come metodo d'indagine e di espressione privilegiato, trovando nel cinema, nel teatro e nella scrittura i propri linguaggi d'elezione.

Questo approccio interdisciplinare, maturato specialmente nel contesto della SSAS, è alla base della mia tesi “Saipins e Saepinum tra memoria e narrazione”, premiata dal Centro di Eccellenza DTC Lazio. Ho scelto di dedicare il mio lavoro finale all’area archeologica di Altilia-Saepinum, nel mio Molise, come sfida intellettuale e metodologica. Il mio obiettivo è stato dimostrare che il patrimonio culturale non deve essere solo conservato, ma riattivato attraverso narrazioni autentiche, capaci di coinvolgere anche le nuove generazioni.
Oggi il mio obiettivo è continuare a indagare le forme della scrittura e dell’audiovisivo, coniugando solidità metodologica e attenzione all’innovazione espressiva. La scelta del mio percorso accademico nasce da una profonda fascinazione per la forza trasformativa delle parole e delle immagini.
L’ingresso nella SSAS ha rappresentato un punto di svolta: mi ha insegnato che la complessità non è un ostacolo, ma un metodo di ricerca. Il mio progetto professionale è centrato sulla scrittura intesa come pratica creativa, autoriale e civile. Aspiro a una carriera poliedrica come sceneggiatrice, autrice e giornalista.
Credo in una scrittura fluida, capace di abitare media diversi senza perdere rigore e profondità, e considero la formazione come un processo continuo. Il mio sogno è contribuire alla legittimazione della scrittura scenica e audiovisiva come sapere formabile, anche attraverso laboratori e progetti didattici che restituiscano dignità e struttura al mestiere dello scrittore.
Ho deciso di candidare il mio lavoro poco dopo la discussione, in occasione del bando CDE-DTC Lazio Award 2025. La candidatura è stata incoraggiata dalla mia relatrice, la professoressa Donatella Capaldi, che mi ha sostenuta durante l’intero percorso di ricerca. Candidare la tesi ha significato cercare una validazione per un metodo interdisciplinare che unisce ricerca umanistica, narrazione e impatto sociale, con un forte desiderio di restituzione verso la mia terra d’origine.

