Durante il Simposio dello scorso 29 settembre, momento centrale per l’avvio dell’anno per la comunità SSAS, gli studenti e le studentesse che l’anno scorso hanno frequentato il primo anno e il corso di avvio all’interdisciplinarietà hanno potuto presentare delle proposte per il tema dell’anno accademico 2025/2026.
Nella cornice del Nuovo Teatro di Ateneo, dopo i saluti istituzionali del direttore Mattia Giovanni Crespi e della coordinatrice del Corso Interdisciplinare Mary Anna Venneri, e l'introduzione della prof.ssa Silvia Piconese, si sono susseguite le presentazioni degli studenti.

La giornata è proseguita con una tavola rotonda e si è arricchita nel pomeriggio con la lectio magistralis del Prof. Alberto Mantovani su “Immunità e infiammazione, dal cancro alla salute globale”.

Che cos'è il Corso Interdisciplinare SSAS?
Il Corso Interdisciplinare è un insegnamento trasversale obbligatorio per tutti gli studenti e le studentesse del primo anno dei Corsi di Laurea della Scuola. È progettato per sviluppare la capacità di affrontare un unico tema da prospettive diverse, integrando i saperi delle varie discipline. Studenti di Medicina e di Filosofia, di Ingegneria e di Lettere collaborano in gruppo, sotto la guida di un team di docenti tutor, per produrre un elaborato finale che sarà presentato pubblicamente in un simposio a fine corso.

Il tema del nuovo anno accademico: “Le colpe dei padri: tra vincoli e superamento”
Ma in cosa consistono, esattamente, queste “colpe dei padri”? Il tema interdisciplinare si propone di esplorare gli errori, le convinzioni e le scelte compiute dalle generazioni precedenti che gravano, come un'eredità complessa, su quelle successive. Non si tratta solo di colpe morali o familiari, ma anche di paradigmi scientifici, concetti culturali e modelli socio-economici che, sebbene in seguito rivelatisi inesatti o dannosi, hanno a lungo orientato il pensiero e l'azione.
L'approccio sarà, come da tradizione SSAS, fortemente interdisciplinare. I gruppi di lavoro saranno chiamati a riflettere su come l'errore non sia solo un ostacolo, ma anche una parte costitutiva del progresso. Le “colpe” dei padri appaiono infatti insieme come un fardello e un fondamento, un vincolo e un motore di trasformazione.

Ecco alcuni degli spunti che guideranno il lavoro dei nostri studenti:
- La letteratura e il mito: L'Edipo Re di Sofocle rimane l'archetipo della colpa ereditaria, inconsapevole e inevitabile, offrendo una riflessione profonda sul rapporto tra errore, conoscenza e destino.
- Le scienze biologiche: La trasmissione epigenetica del trauma apre una finestra scientifica affascinante sulla possibilità che le conseguenze di eventi traumatici possano essere ereditate attraverso modificazioni nel DNA.
- Il diritto e le istituzioni: Il dibattito sulle costituzioni rigide e la loro revisione solleva una questione cruciale: ogni generazione ha il diritto di vincolare il futuro con norme “inalterabili” o il dovere di modificarle per adattarle ai propri tempi?
- Le scienze ambientali e l'economia: Il cambiamento climatico rappresenta forse la forma più drammatica e attuale delle “colpe del passato”, frutto di decenni di sviluppo industriale senza limiti, modelli economici orientati alla crescita illimitata e politiche ambientali inefficaci. In questo caso, le “colpe” non sono solo ereditate, ma talvolta consapevoli e strategiche.
Il tema “Le colpe dei padri: tra vincoli e superamento” si propone quindi non come una semplice condanna del passato, ma come un'indagine profonda sulla nostra relazione con l'eredità che riceviamo. Resta la domanda centrale: queste “colpe” sono un glorioso retaggio da custodire o un'eredità ingombrante da cui liberarsi? È la sfida intellettuale che attende le nuove matricole della SSAS per il prossimo anno.

